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Teatro della vicenda, una scuola media del trevigiano.Il preside si difende:volevo solo proteggere l'insegnante di sostegno CASTELFRANCO VENETO - Un bambino disabile, un 13enne affetto da autismo. Un ragazzino irrequieto proprio per quel suo disturbo, bisognoso di essere seguito costantemente da personale qualificato, da insegnati preparati per affrontare quel tipo di problemi. Ma è proprio all'interno di un istituto scolastico della Castellana che si sarebbe consumata un terribile vicenda. Il 13enne sarebbe stato picchiato dal preside dell'istituto che gli avrebbe tirato i capelli, colpendolo alle spalle e al capo. A denunciare l'episodio è il padre del bambino, (rappresentato dall'avvocato Luciano Gazzola) che ancora attende risposte e provvedimenti dal Provveditorato, ancora soffre per quella terribile esperienza vissuta dal figlio: «La vicenda è avvenuta sei mesi fa - racconta il padre - abbiamo presentato una formale denuncia ai carabinieri per lesioni personali e abbiamo segnalato tutto al Provveditorato che ha aperto un'inchiesta interna. Abbiamo però deciso di raccontare a tutti la nostra storia perchè vogliamo rompere il muro del |
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Barbania. I genitori di un bambino di nove anni al centro di una triste vicenda. Diritti infranti e calpestati, coniugati con la crudeltà dell'indifferenza. Un fatto di cronaca che ha spaccato in due l'opinione pubblica. Ora le scuse le vogliono da loro! Non si sono placate le polemiche nel paese di Barbania, in provincia di Torino, che ha avuto gli onori della cronaca nazionale dopo la vergognosa ordinanza del sindaco che ha vietato il parcheggio al papà di un bambino autistico. Un parcheggio davanti alla scuola elementare, che consentiva a L., nove anni, di aver accesso all'istituto senza troppe storie. Perchè chi conosce l'autismo sa che questi piccoli, spesso diventano ingestibili in luoghi aperti e per facilitare la fase dell'ingresso a scuola, ai genitori era stato concessa la sosta in area riservata ai disabili. Un 'privilegio', che non era andato giù ad un gruppetto di mamme, che hanno deciso di protestare e di chiedere al sindaco la revoca di quella 'concessione' . E così, nei giorni scorsi, il primo cittadino di Barbania che conta circa 1500 abitanti, ha emesso un'ordinanza imponendo un divieto che ha spaccato in due l'opinione pubblica del piccolo centro torinese. 'Quel parcheggio è stato visto come un modo di |
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Un comunicato stampa congiunto, firmato dal Presidente del Ciss, Valmore Braghin e dal sindaco Bruno Matola, per spiegare l’operato dei Servizi sociali e quello che è accaduto nel caso di Elisabetta, la bambina di otto anni che sei mesi fa è stata tolta ai nonni paterni che l’avevano accudita fino a quel momento. «A fronte di segnalazioni di situazioni di minori in difficoltà, i Servizi Sociali, in capo al Comune di residenza o, come in Piemonte, gestiti dai Consorzi ai quali i Comuni hanno delegato le funzioni, sono tenuti per competenza istituzionale a svolgere indagini sociali atte a verificarne la fondatezza e l’eventuale necessità di tutelare il minore in questione - precisano i Servizi del Consorzio Intercomunale di Chivasso -. Accertata una situazione di bisogno del minore, |
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 Elisabetta, Silvia, Anna, poco importa il nome, che le regole per la tutela dei minori, impongono sia rigorosamente di fantasia, ma quello che conta è che questa bambina di 8 anni, nata da genitori oggi separati e praticamente allevata dai nonni paterni, dallo scorso settembre, per una decisione del Tribunale dei Minori di Torino, ha dovuto abbandonare la casa dei nonni ed entrare in una comunità, in attesa di una famiglia a cui essere affidata. Probabilmente per cercare di dare maggiore stabilità alla situazione della bambina, i nonni paterni, Imperia e Luciano Massaro, ne avevano chiesto l’affidamento, ma il Tribunale dei Minori, sulla base delle valutazioni dell’equipe di assistenti sociali e di psicologi del Ciss, il Consorzio Intercomunale Servizi Sociali di Chivasso, il 25 settembre 2007 ha emesso questo provvedimento, in via cautelare e non definitiva, che ha portato Elisabetta lontana da casa. I nonni hanno già tentato tutte le vie possibili per riportare la bambina a casa e il corteo che si è svolto in città nel primo pomeriggio di sabato scorso, è stato probabilmente l’ultimo in ordine di tempo e più disperato tentativo di richiamare l’attenzione dell’opinione |
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