Colombabianca

Orrore! Basta con l'utilizzo dei Bambini! PDF Stampa E-mail

Inorridisco davanti a bambini così nudi, soprattuto in un periodo di abusi e falsi abusi che imperversano e mi domando, come mai è stata permessa dai tribunali dei minori una simile cosa? Nessun commento da parte loro!!!! Ma trovo grave che anche Donna Moderna di cui mi pregio essere una fedele lettrice, si sia prestata a una cosa del genere.... e la scritta poi: PER FERMARE UNA VIOLENZA CHE RIGUARDA 7 MILIONI DI DONNE...ma non potevano usare foto di Donne????? E CHE GENITORI SONO QUELLI CHE USANO I FIGLI SOLO PER SOLDI E NOTORIETA'!
Certo Oliviero Toscani come sempre fà parlare di sè ma stavolta credo che abbia superato ogni limite ed è grave l'aver utilizzato dei nomi COMUNI dove ogni bambino con il nome MARIO si identificherà in CARNEFICE e ogni bambina di nome ANNA in vittima.

SDEGNO DI ORRORE DAVANTI A TUTTO CIO'!

Preparatevi: quando cliccherete qui sotto vi troverete davanti un'immagine forte. No, non una donna con i lividi. Ma due bambini innocenti, puri. Uguali all'origine, ma destinati a un futuro diverso. È la campagna che un grande fotografo, Oliviero Toscani, ha creato per sostenere l'iniziativa di Donna Moderna. Per dire agli adulti che la sopraffazione nasce dall'educazione e dai valori che si imparano in famiglia. Spezzare questo circolo vizioso è possibile. Ma richiede l'impegno di tutti noi

 

 

Mario è bellissimo, gracile, capelli neri, occhi azzurri. Oggi è un tenero bambino, eppure è già marchiato. Sotto la sua immagine appare una scritta choc, un verdetto sul suo futuro di maschio adulto: carnefice. Anna è paffutella, bionda, simpatica. Sotto di lei, un'altra scritta anticipa un destino molto femminile: vittima. È la provocazione che il grande fotografo Oliviero Toscani ha scelto per affrontare il tema della violenza contro le donne, aderendo con entusiasmo alla campagna lanciata da Donna Moderna.

Toscani, perché ha associato due bambini innocenti alla sopraffazione e alla prepotenza che i maschi esercitano sulle femmine?
""Innocenti" è l'aggettivo giusto. Quando nasciamo siamo tutti incontaminati. Poi qualcosa cambia: la società ci plasma, ci modifica, non sempre in meglio".

Le sue campagne spesso dividono l'Italia. Anche stavolta qualcuno avrà da ridire di fronte a due bambini nudi.
"Non m'interessano le polemiche. La forza dell'arte è proprio far discutere, attirare l'attenzione. Quei due bambini incarnano la purezza. Tutto comincia da lì, dall'infanzia. Poi intervengono l'educazione dei genitori, i valori che ci trasmettono, il loro esempio, giusto o sbagliato. A volte sarebbe meglio essere orfani".

Significa che un uomo violento è figlio di una cattiva famiglia?
"Nella stragrande maggioranza dei casi, sì. E vorrei che le madri ne fossero consapevoli: tocca soprattutto a loro educare i figli, crescerli nel segno del rispetto verso l'altro sesso e il resto del mondo".

Insomma, le donne sarebbero in qualche modo responsabili della violenza maschile nei loro confronti?
"Può sembrare un paradosso, ma è proprio così. Molte madri, prese dagli impegni e dal lavoro, hanno abdicato all'educazione sentimentale dei figli".

Perché non è Anna a diventare carnefice?
"Un po' dipende dal sangue, dal Dna, non c'è dubbio. Ma un ruolo importante giocano i valori e la cultura. Le madri sono felici se i figli maschi esibiscono forza e virilità, si rivelano incalliti seduttori, mentre una figlia con tanti fidanzati...".

Lo sa che il 30 per cento dei violenti aveva un padre che picchiava la madre, e che il 35 per cento ha subìto violenze dal padre?
"Sono stato nel braccio della morte di alcune carceri americane e ho avvicinato molti criminali. Lì ho scoperto che i violenti spesso sono stati percossi e abusati da piccoli".

Le donne dei centri antiviolenza credono che per prevenire aggressioni e stupri servano a poco gli scomparti rosa nei treni o i taxi scontati di notte per ragazze e signore. Sarebbero più utili corsi d'educazione al rispetto dell'altro nelle scuole.
"Sono d'accordo. La prevaricazione tra i sessi è una questione centrale: da quella cattiva matrice hanno origine le guerre, i taliban, il desiderio di dominare con la brutalità e la forza chi è diverso da te. Se a scuola ti insegnano il rispetto, ti danno un buon paio d'occhiali con cui guardare il mondo. Poi sarà molto più facile anche studiare storia e geografia".

Cosa pensa di un uomo violento verso le donne?
"Che è un debole, un disperato, una persona incapace di affrontare la realtà in modo normale. All'estero esistono gruppi di auto-aiuto per maschi consapevoli della propria aggressività malata. Dovrebbero farli anche qui".

Alcuni uomini dell'Associazione Maschile Plurale hanno lanciato la campagna del fiocco bianco. Si appuntano un fiocco sulla giacca per dire no alla violenza contro le donne. Lei lo metterebbe?
"Perché no? Ma io credo più ai comportamenti concreti e a un'autocritica costante che ai maschietti fa molta paura"

© Donna Moderna

 

Poesia

Siamo stanchi di essere merce di scambio

Siamo stanchi di vivere per metà

Siamo stanchi di essere chiamati deboli

Perché la vita ancora non ci ha foggiati

Ma siamo nati con una forza dentro

Che ci da il diritto di essere di vincere

Anche quando siamo sopraffatti

Anche quando si piange senza lacrime senza orgoglio

Fantony

Apello Fabio Petrolati

Appello al Sindaco di Roma Walter Veltroni.
La storia di Fabio Petrolati papà disperato, un caso che colomba bianca ha contribuito a risolvere.

Per conoscere completamente la sua storia clicca quì

Appello Gianni Furlanetto

Il Figlio di Furlanetto deve tornare a Firenze: Ordine del Giudice. Duro Colpo per Artemisia! Altro caso risolto al quale colomba bianca ha dato un forte sostegno e contributo senza timori o paure. Leggi la storia nel forum cliccando qui
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Aiutiamo Edoardo

Edoardo è un bambino che rischia la vita e soffre di una malattia molto rara, la Leucodistrofia Metacromatica. Ha bisogno del nostro aiuto per poter andare a curarsi in America e avere una vita davanti a sè. Per maggiori informazioni e per sapere come poterlo aiutare visitate il sito www.aiutiamoedoardo.it

 

Aiutiamo Denise

La piccola Sechi Denise, nata a Carbonia il 29/12/2003 é venuta alla nostra osservazione all'età di 13 mesi per grave e progressivo incremento ponderale. Gli accertamenti eseguiti hanno messo in evidenza una grave cerobropatia caratterizzata da aree di etoropatia subependimale con deformità a "dente molare" del tronco dell'encefalo. La paziente continua a presentare un patologico incremento ponderale al quale si associano gravi complicanze neuromotorie e respiratorie. Il papà e la mamma si sono rivolti a noi per un aiuto economico per i continui viaggi al Bambin Gesù di Roma alla ricerca di una cura per questa malattia. Ha soli 3 anni, pesa 62 Kg. e prende 19,5 Kg. all'anno. Insieme cercheremo di aiutarla a vivere bene.
Per aiutarla visitate il sito www.lealidellavita.com